Wilhelm Frey (1826 - 1911)
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Biografia autore
Wilhelm Frey pittore Animalier, frequenta l’Accademia di Belle Arti a Monaco ( gli viene conferita la cattedra da professore nel 1906), fu allievo al corso di Disegno di Karl Koopmanns dal 1845 al 1852, collaborò anche presso l’atelier di Heinrich Heinlein affinando la tecnica pittorica sul tema paesaggistico. Successivamente si specializzò nel genere Animalier frequentando lo studio di Robert Eberle e Friedrich Voltz, noti artisti legati al tema pastorale , alla vita contadina, in particolare appassionati di bovini ed ovini. Nel 1869 Frey si stabilisce con la moglie ad Achensee, decise di approfondire gli studi di anatomia veterinaria e proseguí con la realizzazione di numerosi bozzetti e dipinti ad olio. Dal 1870 espose in mostre collettive e personali a Berlino, Monaco, Weser, nel 1882 in Olanda, nel 1886 in Svizzera , nel 1887 visitò il Mar Baltico, nel 1891 e 1892 andò a Nordenrey, nel 1894 a Isar e nel 1895 fu nominato Direttore della Galleria Ducale di Manheim. Molte opere di quel periodo furono ambientate sul Lago di Costanza, gli animali restarono sempre al centro dei suoi interessi artistici e successivamente realizzò una serie di dipinti raffiguranti le Razze Canine da Caccia. Molte opere fanno parte di collezioni museali a : Karlsruhe, Mainz, Manheim, Rostock, Berlino, Monaco, Svizzera e Tirolo. Il tema pastorale ( in particolare mandrie di bovini e greggi di ovini) fu considerato una testimonianza di riflesso, più di altri soggetti, per la vita sociale di un’epoca. A partire dal XVII secolo il mondo rurale occupa un posto eccezionale nel panorama artistico , riprodotto da pittori e scultori più o meno celebri originari dei Paesi Bassi, ebbe notevole indice di gradimento e di durata nei secoli a venire. “ La Ruralità sembra adornata da tutte le Virtù “ Possiamo considerare l’Arte Animalier come indicatore della società dell’epoca in quanto gli animali domestici assumono un ruolo di vicinanza e stretto legame con l’uomo, un valore allegorico ed un linguaggio simbolico ben preciso. Il dominio dell’uomo sulla natura subí un cambiamento dal momento in cui molti artisti decisero di sfidare le mode, di rivolgere la propria attenzione sul mondo agreste e sul tema della nostalgia per la vita in campagna; trovarono più interessante studiare gli animali nel loro contesto naturale, ponendoli al centro delle composizioni artistiche da protagonisti assoluti. La tradizione francese della Famiglia Bonheur nota per lo stile Animalier, introdusse nel mondo artistico una nuova concezione: grazie all’abilità delle loro mani, gli animali diventarono ben presto personaggi veritieri e reali. I mantelli sembrano “abiti”, i movimenti sembrano “gesti” e dietro le orbite appaiono “sguardi” profondi, languidi, espressivi, “ quasi umani”. Lo spettacolo del mondo animale solitamente rappresentato nella sua esistenza ordinaria, in secondo piano ed a volte “ incluso nel paesaggio” viene immortalato con un realismo avvincente ed una sensibilità meravigliosa. Gli animali fanno parte di una dimensione estremamente intensa che sa emozionare gli spettatori, toccando in profondità temi etologici, filosofici, scientifici ed infine coinvolge ampiamente l’arte in diverse forme ed aspetti. Wilhelm Frey è stato sicuramente influenzato da questo nuovo panorama artistico, i Salon di Parigi iniziano ad ospitare un numero sempre maggiore di opere a tema Animalier, al punto tale da creare nuove sezioni interamente dedicate a questo genere, Parigi ottiene così : il Salon des Peintres Animalier, il Salon des Peintres Equestres, il Salon des Peintres de Chasse et Vènerie. Il genere Animalier crea un numero sempre più consistente di seguaci: dai galleristi agli artisti fino al grande pubblico di collezionisti ed appassionati. La produzione artistica di Wilhelm Frey rinnova la tradizione olandese del XVII secolo, quella di Paulus Potter ( 1625 – 1654) o Karel Dujardin (1622- 1678), successivamente ereditata nel XIX secolo da Jacques Raymond Bracassat ( Maestro di Rosa Bonheur) . Bracassat infatti rimase fedele alla tradizione Fiamminga del paesaggio animato, dipingendo dal vivo e con la volontà di aderire ad un realismo efficace che sfocia poi nella specializzazione Animalier. Thèophile Gautier nel libro Tableaux à la Plume – Paris 1880 di G.Charpentier scrive: “On sait avec quelle sincère fidélité le Peintre Animalier qu’il peigne ou qu’il sculpte, rend la tournure, l’attitude et la Physionomie de ces braves bêtes á cornes, si puissantes, et si douces, dont le pelage brun ou roux fait de si belles taches sur les prairies. On dirait que ces dignes artistes ont pour atelier une étable , tant’ils rentrent profondément dans l’instinct de l’Animal” .
Descrizione

Dipinto Animalier olio su tela , ottimo stato conservativo , visionato da uno studio di restauro professionale che ha eseguito la pulitura, cornice coeva in argento mecca.

Maggiori dettagli
Epoca: Datato 1890
Dimensioni: cm 48 x 52 cm tela - cm 63 x 67 cm compresa cornice